Stufe e
Caminetti
a Trento

scritta

 

Dal 2015 Le percentuali cambiano

Il 1 gennaio 2014 è entrata in vigore la così detta “legge di stabilità” (Legge 27 dicembre 2013, n. 147) pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 87 alla Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2013, n. 302.
Nell’ambito di questo provvedimento sono diventate attuative le proroghe alle detrazioni fiscali che riguardano anche le ristrutturazioni ( 50%) e gli interventi di efficienza energetica ( 65%) .

agevolazione-fiscaleIn passato questa detrazione era pari al 55% e la scadenza delle detrazioni è stata in più occasioni  prorogata. L’ultima modifica normativo era stata introdotta con il Dl 4 giugno 2013, n. 63 (convertito con  modifiche in Legge 90/2013), che oltre ad aver aumentato la percentuale detraibile dal 55% al 65% aveva  anche stabilito un'ennesima proroga, al 31 dicembre 2013 (30 giugno 2014 per i condomini).  La legge di stabilità 2014 ha ulteriormente prorogato la scadenza della detrazione, con le seguenti criteri: detrazione pari al 65%, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014 (30 giugno 2015  per i condomini);   a partire dalle spese sostenute del 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 la  detrazione scenderà al 50%, (30 giugno 2016 per i condomini).  Rammentiamo che possono beneficiare di questa detrazione anche le caldaie a biomassa, purché siano  rispettati i requisiti previsti dall’Art. 1 comma 2 del DM 11 marzo 2008 così come modificato dal DM 26  gennaio 2010 che così recita:
“2. Fermo restando quanto disposto al comma 1, qualora l’intervento realizzato ai fini  dell’applicazione del comma 344 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007, includa la  sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore  alimentati da biomasse combustibili, i medesimi generatori di calore alimentati da biomasse  combustibili devono contestualmente rispettare le seguenti ulteriori condizioni:  
a) avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma Europea  UNI-EN 303-5;
b) rispettare i limiti di emissione di cui all’allegato IX alla parte quinta del decreto legislativo  3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche e integrazioni, ovvero i più restrittivi limiti fissati da  norme regionali, ove presenti;
c) utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X alla  parte quinta del medesimo decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , e successive modifiche e integrazioni;
d) sia garantito, per i soli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E e F, che i valori della  trasmittanza (U) delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, considerando le parti trasparenti e/o opache che le compongono, che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, rispettino i limiti massimi riportati nella tabella 4.a di cui all’articolo 4, comma 4, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 (1);
e) i soggetti che intendono avvalersi delle detrazioni fiscali relative alle spese sostenute per la  sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore  alimentati da biomasse combustibili, dichiarano il rispetto dei predetti requisiti in sede di  trasmissione all’Enea della documentazione prevista all’art. 4 del decreto del Ministro  dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del 19febbraio
2007 e successive modificazioni.”
 
Attenzione: il Decreto fa riferimento alla precedente versione della norma EN 303-5 perché al momento  della sua entrata in vigore la classe qualitativa 3 era la migliore. Tenuto conto che norma UNI EN 303- 5:2004 non esiste più e che la nuova UNI EN 303-5:2012 prevede che migliore classe qualitativa  corrisponde alla 5, abbiamo avanzato il quesito all’ENEA Unità Tecnica Efficienza Energetica, affinché si  faccia parte diligente presso il Ministero dello Sviluppo Economico per una tempestivo aggiornamento del  decreto.

Riteniamo di farVi cosa utile riepilogando qui di seguito le principali caratteristiche di tale agevolazione fiscale e le procedure da seguire.
NOVITA’ LEGISLATIVE
Dal 1° gennaio 2012, l’agevolazione fiscale che consente la detrazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa strutturale, cioè non è più soggetta, come in precedenza, a continue proroghe. Con il Decreto Legge n. 201/2011, denominato Decreto Salva Italia, infatti, l’agevolazione è stata resa permanente mediante l’aggiunta dell’articolo 16-bis, al Testo Unico sulle Imposte sul Reddito (T.U.I.R.).
Dal 26 giugno 2012, inoltre, con l’entrata in vigore del Decreto Legge 83/2012, denominato Decreto Crescita, sono state apportate numerose modifiche in merito alla misura delle detrazioni spettanti relativamente alle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica.
In particolare è stato disposto che per le spese sostenute dal 26.6.2012 (data di entrata in vigore del Decreto in esame) al 31.12.2013 (come da nuove disposizioni D.L. n. 63/2013) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio la detrazione IRPEF, disciplinata dall’art.16-bis, TUIR a decorrere dall’1.1.2012, è fissata nella misura del 50% (anziché 36%) e spetta per una spesa massima complessiva di € 96.000 (anziché € 48.000) per ciascuna unità immobiliare.

La legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) ha prorogato di un anno sia la percentuale che il tetto massimo di spesa. Pertanto la detrazione del 50%, nelle modalità indicate di seguito, è estesa al 31.12.2014, sempre per un importo massimo complessivo di € 96.000.

Rammentiamo che dal 1.1.2015 la detrazione scenderà al 40%, mentre la spesa massima complessiva tornerà al limite di € 48.000 e dal 1.1.2016 la detrazione tornerà al 36%.

Tra le altre semplificazioni segnaliamo:
- l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
- la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
- l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
- la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile
- l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
- l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

1) IN COSA CONSISTE
L’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per la ristrutturazione di abitazioni e di parti comuni degli edifici residenziali, situati nel territorio dello Stato.
La detrazione è pari al 50% delle somme spese e spetta fino a un massimo non superiore a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare (fino al 31.12.2014). Questo importo va suddiviso fra tutti i soggetti, aventi diritto alla detrazione, che hanno sostenuto le spese (ad esempio marito e moglie cointestatari di un’abitazione possono calcolare la detrazione spettante sull’ammontare complessivo di spesa di 96.000 euro).
Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, il limite massimo delle spese detraibili deve tenere conto delle spese già sostenute negli anni precedenti si avrà diritto all’agevolazione solo per la parte di spesa che non superi il limite complessivo di 96.000 euro.
L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa.
La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è stata sostenuta la spesa e in quelli successivi.
La possibilità, per contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni di ripartire la detrazione in cinque o tre rate annuali di pari importo, dal 1° gennaio 2012 non è più prevista.

2) A CHI SPETTA
Trattandosi di una detrazione dall’Irpef lorda, sono ammessi a fruirne tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato. Va precisato che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso; ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione, cioè non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. Per poter beneficiare della detrazione è necessario essere proprietari o titolari di altro diritto reale sull’unità abitativa oggetto di intervento e cioè:
- proprietari o nudi proprietari
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
- locatari o comodatari
- soci di cooperative divise e indivise
- soci delle società semplici
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

3) PER QUALI LAVORI
I lavori per i quali spetta l’agevolazione fiscale, elencati dall’art. 16-bis, del Testo Unico sulle Imposte sul Reddito (T.U.I.R.), sono quelli:
a) di cui alle lett. a) b) c) e d) dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117, n. 1), del codice civile;
b) di cui alle lettere b) (interventi di manutenzione straordinaria), c) (interventi di restauro e di risanamento conservativo) e d) (interventi di ristrutturazione edilizia), dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze;
c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie indicate alle lettere a) e b) precedenti, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazioni di gravità, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
f) relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
g) relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell'inquinamento acustico;
h) relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia;
i) relativi all'adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche e all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari;
l) di bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.
Pertanto, come indicato alla lettera b) in caso di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, la detrazione del 50% riguarda anche LE SPESE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO E L’INSTALLAZIONE DI UN CAMINETTO O DI UNA STUFA, COMPRESA LA REALIZZAZIONE O IL RIFACIMENTO DELLA CANNA FUMARIA. IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DITUTTI I NOSTRI CAMINETTI E STUFE A LEGNA ED A PELLET.
Inoltre, la detrazione del 50% compete ai nostri prodotti, anche in assenza di opere edilizie, come indicato espressamente nel punto h), in applicazione della normativa vigente in materia di risparmi energetici.
IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DEI NOSTRI CAMINETTI E STUFE A LEGNA ED A PELLET CON UN RENDIMENTO, MISURATO CON METODO DIRETTO, NON INFERIORE AL 70% (l’elenco dei nostri prodotti che soddisfano tale requisito è allegato al presente documento).

4) COSA OCCORRE PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE
Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati semplificati e ridotti.
In particolare, dal 13 maggio 2011 sono stati soppressi l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
In luogo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 che prevede, in pratica, che, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:
- domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
- ricevute di pagamento dell’Ici o dell’IMU, se dovute
- attestato del produttore
- delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
- dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
- abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
4.a) Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione con raccomandata A.R. con le seguenti informazioni:
- generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
- natura dell’intervento da realizzare
- dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
- data di inizio dell’intervento di recupero.
La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl.
4.b) Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati esclusivamente con bonifico bancario o postale da cui risultino:
- causale del versamento
- codice fiscale del soggetto che paga
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.
Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 4%.
4.c) Altri adempimenti
I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

Per maggiori informazioni potete consultare la Guida dell'Agenzia delle Entrate "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali"

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